In Italia il rapporto tra occupati e pensioni si avvicina sempre più alla parità: nel 2025, a fronte di 24,1 milioni di lavoratori, sono state erogate quasi 23,2 milioni di pensioni. Il Trentino-Alto Adige presenta però un quadro più favorevole, con 514.920 occupati e 380.578 pensioni, per un saldo positivo di 134.342 unità. I dati sono stati diffusi oggi dalla CGIA di Mestre. La provincia di Bolzano conta 260.897 occupati e 180.614 pensioni, con un saldo positivo di 80.283. Trento registra invece 254.023 lavoratori e 199.964 pensioni, con una differenza favorevole di 54.059 unità. Entrambi i territori si collocano dunque tra le realtà italiane in cui il numero degli occupati supera quello degli assegni previdenziali. Il dato positivo non elimina, tuttavia, le criticità legate all’invecchiamento della popolazione e al ricambio generazionale. Secondo l’Ufficio studi della CGIA, tra il 2025 e il 2029 in Trentino-Alto Adige sarà necessario sostituire circa 70.500 lavoratori in uscita dal mercato del lavoro, di cui 35.500 dipendenti privati. La domanda di sostituzione rappresenta il 50,4% del totale regionale. La sfida riguarderà soprattutto le imprese, chiamate a reperire personale. A livello nazionale, nello stesso periodo, sono previste circa tre milioni di uscite verso la pensione, mentre la spesa previdenziale dovrebbe salire dai 351,8 miliardi di euro del 2026 ai 388,6 miliardi del 2029. Il Trentino-Alto Adige parte da una condizione relativamente favorevole anche sul fronte dell’età dei dipendenti privati: nel 2024 gli over 50 rappresentavano il 29,8% del totale, contro una media italiana del 32,7%.