Il futuro del Tribunale di Bolzano riapre il confronto su come conservare le opere d’arte e i simboli legati al periodo fascista. Sul tavolo ci sono diverse ipotesi: ripristinare fedelmente l’aspetto originario dell’edificio, introdurre elementi architettonici contemporanei oppure ricostruire le parti recuperabili, accompagnandole con un percorso storico-documentale.
La soprintendente provinciale Karin Dalla Torre, come riporta stamani il quotidiano "Alto Adige", propone di sottoporre le opere, compresa la Iustitia di Alcide Ticò, e gli elementi simbolici del regime a un processo di storicizzazione, con spiegazioni basate sulle fonti e una collocazione da definire insieme agli esperti.
Lo storico Andrea Di Michele propende per una ricostruzione filologica, anche per preservare l’equilibrio architettonico degli interni. L’architetto Oswald Zoeggeler apre invece alla possibilità di inserire elementi moderni. Per i simboli fascisti, suggerisce di ricollocare quelli recuperabili nella posizione originaria e di non ricomporre quelli ormai troppo danneggiati.
Il confronto resta acceso, tra richieste di tutela storica e polemiche identitarie. La sfida sarà dunque individuare una soluzione che preservi il valore architettonico dell’edificio senza rinunciare a una lettura critica del suo passato.