Era la notte tra il 14 e il 15 febbraio, quando in un locale vicino allo stadio Briamasco a Trento si è consumato un atto di violenza inaudito. Una poliziotta trentina è stata picchiata a sangue e ricoperta di parole d’odio solo perché transgender. L'agente tifosa gialloblù, fuori servizio e in abiti civili, è stata offesa da tre giovani ultrà del Calcio Trento, che si trovavano nel locale. Presa a calci e pugni che hanno lasciato i segni, 18 punti di sutura e 30 giorni di prognosi. Un episodio di violenza transfobica inaccettabile per Shamar Droghetti, presidente di Arcigay Trento: “Una spirale d’odio che va fermata, un episodio sul quale non è possibile rimanere in silenzio. Stiamo già organizzando un corteo che si snoderà tra le vie di Trento la prossima settimana”. In una nota ufficiale, il presidente del Calcio Trento Mauro Giacca scrive: “L’episodio avvenuto nei giorni scorsi in città è del tutto estraneo ai valori della Società che condanna fortemente qualunque forma di violenza fisica e verbale in ogni luogo, esprimiamo solidarietà alla vittima”. Nel frattempo la polizia di Trento sta indagando sull’aggressione, si cercano i tre ultrà di estrema destra