Chi sono oggi i veri “predatori” del potere globale? Stati, colossi tecnologici, finanza internazionale o piattaforme digitali? È da questa domanda che parte “L’era dei predatori”, uno degli incontri più attesi del Festival dell’Economia di Trento 2026 grazie alla presenza, alla Sala della Filarmonica, di Tawakkol Karman, giornalista e attivista yemenita, Premio Nobel per la Pace 2011, che ha portato al centro del dibattito il rapporto tra diritti umani, libertà d’informazione e nuove forme di controllo politico e tecnologico. L’incontro ha riunito economisti, intellettuali e rappresentanti del mondo sociale e religioso per riflettere su un sistema globale sempre più segnato dalla concentrazione del potere. Al centro della discussione il peso crescente delle Big Tech, l’influenza della finanza internazionale, la crisi della globalizzazione e il ruolo degli algoritmi nella formazione del consenso pubblico, ma anche il ruolo della religione nella politica, e i risultati economici, ambientali e sociali della guerra. Un confronto che interpreta pienamente il filo conduttore del Festival: il passaggio da un’economia guidata dal mercato a un mondo dominato da nuovi poteri tecnologici, finanziari e geopolitici, in cui la sfida centrale resta capire quale spazio avranno cittadini e giovani nel futuro delle democrazie.