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Ciclismo: poca sicurezza sulle strade trentine

Sabato 24 Gennaio - 17:38

Il primo anniversario della morte di Sara Piffer diventa, per l’intero movimento ciclistico trentino, anche un momento di riflessione. Un’occasione per interrogarsi sulla sicurezza sulle strade, tema che continua a destare preoccupazione. L’emergenza è confermata dai dati: negli ultimi dieci anni, diciotto persone hanno perso la vita sulle strade del Trentino. Un bilancio che restituisce l’immagine di una rete viaria tutt’altro che sicura. Nel 2022 il Trentino-Alto Adige è risultato il territorio con la più alta percentuale di incidentalità ciclistica in Italia. Numeri freddi, contenuti nella dettagliata indagine del Politecnico di Milano, dietro ai quali si nasconde il dolore profondo che ogni scomparsa porta con sè. Per Renato Beber, presidente del Comitato della Federciclismo della Provincia autonoma di Trento, molto resta ancora da fare. La richiesta è chiara: investire in prevenzione, infrastrutture più sicure e maggiore attenzione da parte di tutti gli utenti della strada.

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