Dalle parole ai fatti, la minaccia si trasforma in realtà: il nuovo pacchetto di dazi americani promesso dal presidente Donald Trump, si abbatte con forza sui mercati europei, con nuove tariffe fino al 20% su tutti i prodotti entro il 9 aprile. Imposte che si sommano a quelle già attive, al 25%, su materiali come acciaio e alluminio, e su tutte le automobili importate negli Stati Uniti, ad oggi il secondo mercato di sbocco per l’Italia e il Trentino, dopo l’Unione Europea. Secondo l’Istituto Italiano di Politica Internazionale, la mossa di Trump metterà a dura prova l’economia su entrambe le sponde dell’Atlantico. Ne è convinto anche Lorenzo Delladio, presidente di Confindustria Trento, che invita l’Europa a reagire compatta, cercando però la strada del negoziato. "Prossima settimana saremo a Bruxelles per discutere insieme ai nostri politici europei delle proposte per scendere a miti consigli con l'amministrazione Trump", ha dichiarato il numero uno di Confindustria Trento. Le stime discusse oggi a Palazzo Stella indicano che nel breve periodo i nuovi dazi di Trump ridurranno il PIL dello 0,4% per l’Unione europea, un calo doppio rispetto a quello americano, previsto allo 0,2%. Ma l’impatto potrebbe essere ancora maggiore se l’Unione Europea dovesse imporre a sua volta contro-dazi sui prodotti a stelle e strisce. Delladio spera quindi in un accordo che eviti una guerra commerciale. Al momento, le uniche categorie non colpite dai dazi, riguardano i prodotti dei settori chimico-farmaceutico, gomma-plastica, legno-carta-grafica, metallurgico, elettronica e semiconduttori. Al momento le uniche categorie non colpite dai nuovi dazi americani, riguardano i prodotti dei settori chimico-farmaceutico, gomma-plastica, legno-carta-grafica, metallurgico, elettronica e semiconduttori, ad eccezione dei già colpiti acciaio e alluminio.