Guerra in Iran: continuano i rincari sui carburanti, ma l’effetto speculazione è difficile da controllare; il nodo rimane lo stretto di Hormuz. A dirlo il professor Fracasso, che si occupa di Politica Economica alla Scuola di Studi Internazionali dell’Università di Trento. Centrale il fattore tempo: basta che la guerra si prolunghi per un mese per avere effetti ampi e prolungati sull’economia mondiale. L’avvicinarsi della stagione calda, le scorte di gas: sono tutte forme di autoprotezione che non possono durare all’infinito. Il nodo rimane lo stretto di Hormuz