Critiche dure e senza sconti, quelle lanciate dal comitato “No Inceneritore”, all’indirizzo della giunta Fugatti, che lo scorso 27 febbraio ha illustrato i dati sul progetto termovalorizzatore al Consiglio delle Autonomie Locali. Piazza Dante punta a inaugurare l’impianto nel 2033 a Ischia Podetti, per chiudere il ciclo rifiuti e tagliare i costi dell’export, stimati in 13 milioni annui. Ma secondo il comitato ambientalista, che riunisce 18 associazioni contrarie, i conti non tornano. "Nel loro documento si indicano ricavi stimati dell'inceneritore pari a 17 milioni di euro, da pagare nella tariffa rifiuti. Perciò ballano 4 milioni tra i 17 milioni e i 13 investiti per l'export. Quindi in realtà il costo aumenterebbe", spiega Pietro Zanotti, coordinatore del tavolo "No Inceneritore". Ma secondo il comitato, non c’è solo il nodo dei costi. Per gli oppositori l’impianto avrà un impatto ambientale pari a oltre 22mila caldaie, tale da non giustificare i quasi 200 milioni di spesa previsti. Per il comitato del no la soluzione migliore è investire su impianti industriali alternativi, basati sul recupero di materiale da rifiuti non riciclabili.