“In biblioteche, musei, aree archeologiche e teatri paghe basse, sotto-inquadramento e mancato rispetto della legge”. Questa la denuncia della Cgil del Trentino ed in particolare della Funzione pubblica, della Filcams Cgil e della Slc, che chiedono alla Provincia vigilanza e tutela del personale. I lavoratori infatti, prosegue il sindacato, vivono “una vita lavorativa sospesa tra un appalto e l’altro, in molte occasioni sotto-inquadrati, spesso comunque non riconosciuti nelle loro professionalità e competenze”. A complicare il quadro, ha aggiunto la rappresentanza, anche il fatto che spesso in un’unica realtà lavorano gomito a gomito addetti con contratti e trattamenti diversi: dipendenti provinciali, comunali, dipendenti privati inquadrati con contratti molto diversi e quasi mai con il contratto di riferimento del settore, Federculture, lavoratori del Progettone, con partita Iva, insomma un mosaico di trattamenti che il più delle volte ha il solo scopo di ridurre il costo del lavoro e dei conseguenti diritti.