Perfido Porfido, Acli Trentine: "è la più grande sconfitta della comunità trentina"

Sabato 09 Maggio - 19:28

La presenza della 'ndrangheta in Trentino, un tempo considerata un’area immune, è stata svelata nel cosiddetto processo "Perfido", un'inchiesta giudiziaria che ha smascherato l'operatività di una rete locale di 'ndrangheta, radicata nel settore del porfido. L'indagine, partita nel 2020, ha messo in luce infiltrazioni mafiose nell'economia e nella politica locale, a partire dagli anni ‘80. «Perfido, è la più grande sconfitta della comunità trentina che va di pari passo al declino dell’autonomia». Queste le parole di Walter Nicoletti nel confronto aperto organizzato da Acli Trentine: "Perfido Porfido", dove è stato lanciato un patto di rigenerazione a favore di una cultura della legalità. La sentenza definitiva del processo “Perfido”, ha sancito per la prima volta la presenza della 'ndrangheta in Trentino. La Suprema Corte ha confermato le condanne degli otto imputati al centro dell’inchiesta per complessivi 75 anni, 6 mesi e 20 giorni. Ci sono voluti 12 anni. Nelle 42 pagine del processo la Cassazione descrive le modalità silenti della locale trentina, di una gestione schiavista dei lavoratori e della forza intimidatrice del clan. Il riscatto civile e sociale passa attraverso alla lotta all’omertà. «Il processo ha accertato che la presenza della 'ndrangheta in Trentino non è un fenomeno recente, ma si è radicata a partire dagli anni '80, si è fatto finta di non capire: è un problema di cultura della legalità». Così Nicola Morra, presidente della Commissione Parlamentare Antimafia - XVII legislatura.

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