Primavera in anticipo?

Mercoledì 18 Marzo - 08:47

In Trentino la stagione agricola sembra essersi portata avanti di almeno dieci giorni. Già tra fine febbraio e inizio marzo si sono registrati periodi miti con temperature fino a 20-21°C, tipiche più di aprile che di fine inverno. Un segnale che da un lato racconta un clima sempre più mite, ma dall’altro accende un campanello d’allarme per il mondo contadino. Il rischio è quello delle gelate tardive di aprile, un fenomeno tutt’altro che raro ma sempre più pericoloso quando la vegetazione parte in anticipo. Le piante, infatti, diventano più vulnerabili proprio nella fase della fioritura, quando basta una notte sotto zero per compromettere un intero raccolto. Un precedente che gli agricoltori ricordano bene è quello del 2017: dopo un marzo insolitamente caldo, tra il 20 e il 21 aprile il Trentino fu colpito da gelate eccezionali, con temperature scese fino a meno 7 gradi per diverse ore. Il risultato fu devastante: danni diffusi ai frutteti, in particolare in Val di Non e Val di Sole, con raccolti di mele ridotti anche del 30-70% e in alcune zone quasi azzerati. Uno scenario che oggi torna possibile. Se il caldo anticipa la natura e il freddo arriva fuori stagione, l’equilibrio si rompe. E per chi vive di agricoltura significa mettere a rischio mesi di lavoro e l’economia di intere vallate. Intanto nei campi si osserva il cielo e si incrociano le dita. Perché la primavera, sempre più imprevedibile, può essere tanto una promessa quanto una minaccia.

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