Serve una risposta strutturale alla violenza di genere

Giovedì 02 Aprile - 17:48

È stata presentata dalle proponenti, nel corso di un'audizione pubblica in Consiglio provinciale a Trento, la proposta di legge di iniziativa popolare, 8500 le firme raccolte di cui 7746 autenticate, che punta a introdurre in modo strutturale l'educazione alla parità e rispetto delle differenze di genere nelle scuole. L'audizione è stata presiduta dalla vicepresidente Mariachiara Franzoia. È stata Paola Morini, rappresentante dell'Osservatorio interreligioso sulle violenze contro le donne, ad aprile la discussione, ringraziando le oltre quaranta associazioni che hanno contribuito alla sua elaborazione, in primis la Commissione provinciale per le pari opportunità. Nel suo intervento, Morini ha sottolineato l'urgenza di un aggiornamento della normativa scolastica, richiamando dati preoccupanti sull'aumento dei fenomeni di violenza tra i giovani. L'obiettivo del ddl è fornire a studenti e studentesse strumenti critici per riconoscere stereotipi e dinamiche relazionali tossiche, promuovendo modelli fondati sul rispetto e sulla parità. Il cuore della riforma è l'introduzione dell'educazione relazionale nei programmi scolastici di tutti gli ordini e gradi. L'insegnamento, pensato in chiave interdisciplinare, affronterà temi come l'affettività, la sessualità, la gestione delle emozioni, la prevenzione della violenza e il contrasto ai linguaggi d'odio. Accanto alle attività in classe, la proposta prevede un investimento significativo nella formazione degli adulti: docenti, personale scolastico e famiglie È previsto anche un fondo dedicato, con una dotazione di 100 mila euro all'anno per il triennio 2026-2028, destinato a sostenere le scuole nell' attuazione delle nuove misure.

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