Negli ultimi 15-20 anni la produttività del Trentino è calata, i salari sono troppo bassi, impietoso il paragone con l’Alto Adige. In un contesto che vede il Trentino arretrare, le Acli lanciano un nuovo patto per lo sviluppo con al centro la casa, l'integrazione, l'attenzione verso i giovani e la qualità del lavoro. L’analisi dei dati Iref elaborati sulle dichiarazioni dei redditi raccolti dai Caf Acli evidenziano un aumento della disuguaglianza e uno scivolamento nella vulnerabilità. A impoverirsi anche il ceto medio. La causa anche l’alta evasione fiscale italiana che si aggira sui 70 miliardi. Secondo l'economista, Emanuele Felice, la classe di multimilionari che paga meno tasse della maggior parte della popolazione è la chiave per riequilibrare il sistema. La soluzione proposta: “tassare i super ricchi per investire nel welfare". "Rilanciare la coesione sociale e l'innovazione”. “Il Trentino deve puntare a questo ma per farlo servono aziende innovative in grado di fermare l’emorragia di giovani”, afferma Nicola Simoncelli, vicepresidente delle Acli Trentine. La quota di laureati emigrati italiani tra i 25 e i 34 anni dal 2019 è in crescita: nel 2023 su 100 trentini laureati 63 sono emigrati. Quasi la metà delle motivazioni dell’espatrio è legata alla sfera lavorativa: migliore salario, migliori qualità, mancanza di lavoro.