Il ricordo di Giannantonio Manci, della sua coraggiosa resistenza e del suo il sacrificio, una morte avvenuta il 6 luglio del 1944 per mano della Gestapo. Alla Galleria dei Partigiani di Trento, la commemorazione a ottantadue anni dalla scomparsa si è svolta con i parenti e le autorità: il vicepresidente della Provincia Achille Spinelli, Filomena Chilà, in rappresentanza del Commissario del Governo Isabella Fusiello, il rettore dell’Università di Trento Flavio Deflorian e l’onorevole Sara Ferrari,. "Manci ci insegna che la patria non è un potere che schiaccia, divide le persone, esclude e ha bisogno di trovare sempre un nuovo nemico per sopravvivere - ha ricordato il sindaco di Trento Franco Ianeselli. - La patria non è una minaccia contro qualcuno: è il luogo della convivenza, della giustizia e della libertà, è la negazione della violenza e dell’arbitrio". INT Poi il ricordo dell'Anpi: un profilo di assoluto rilievo quello di Manci, ha spiegato il presidente Cossali, una figura che non si esaurisce nella sola attività militante, ma si completa con una profonda riflessione teorica.