Il fenomeno delle dimissioni di medici che superano il numero dei pensionamenti attraversa capillarmente il Paese. Situazioni particolarmente marcate in Lazio, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia e Sardegna, dove il numero dei camici bianchi dimissionari supera da 2,4 a 3,3 volte quello dei pensionati. E a lasciare non sono i medici a fine carriera, ma professionisti nel pieno della maturità clinica, con un'età media intorno ai 48 anni. Emerge dall'indagine del Centro Studi del sindacato Anaao Assomed. Nel report si sottolinea che a livello di Trentino Alto Adige il numero di medici in servizio è cresciuto: da 1.887 dirigenti nel 2015 a 2.170 nel 2024 (+15%). In Trentino i medici sono passati da 1.000 a 1.180 in dieci anni. Ma la nota dolente è il capitolo dimissioni volontarie: addirittura a 102 nel 2025: quasi il triplo del 2015 e due volte e mezzo i pensionamenti dello stesso anno. Pierino Di Silverio, segretario nazionale Anaao Assomed, commenta i risultati dell'indagine condotta dal Centro studi del sindacato dei medici ospedalieri. "Non si tratta - dice - di una fisiologica mobilità professionale ma di un vero e proprio esodo, guidato da turni massacranti, stipendi non allineati all'Europa, condizioni di lavoro al limite del burnout, carichi burocratici insostenibili e aggressioni nei reparti".