Un'estate meteorologicamente perfetta, incassi record e un turismo internazionale in costante crescita. Eppure, l'atmosfera all'assemblea annuale dei circa 150 Rifugi del Trentino, riunita a Maso Martis, era tutt'altro che rilassata. Dietro i sorrisi per una stagione d'oro vi sono infatti le grandi sfide di un domani che è già qui: la convivenza con i grandi carnivori e, soprattutto, l'emergenza idrica legata ai cambiamenti climatici. Il momento più caldo dell'incontro ha visto un duro faccia a faccia tra i custodi delle alte quote e l'assessore provinciale al turismo, Roberto Failoni. Al centro del ring, i cartelli gialli di segnalazione della presenza di orsi, posizionati lungo i sentieri boschivi. La voce dei rifugisti è stata netta: "Quei cartelli terrorizzano i turisti e provocano disdette a catena", ha sbottato un gestore, evidenziando il danno economico per le strutture. La risposta della Provincia non si è fatta attendere, con Failoni che ha invitato a guardare i dati reali sui flussi prima di lanciare allarmismi. Ma la fauna è solo una delle spine nel fianco dei custodi delle vette, costretti a fare i conti con la gestione e lo smaltimento dei rifiuti in alta quota. Il messaggio emerso all’assemblea è chiaro: per i circa 150 rifugi trentini la vera scommessa sarà far convivere l’anima tradizionale della montagna con le regole di un mercato turistico globale in continua evoluzione.