2022, l'anno dei rincari

Mercoledì 12 Gennaio - 12:20

Non solo aziende chiuse, disoccupazione e nuove povertà: il Covid e le misure restrittive che ha portato con sé è stato uno dei fattori scatenanti dell’aumento dei costi delle materie prime in tutto il mondo. Aumento che inevitabilmente pagano i consumatori. Il gas in dieci mesi è aumentato del 500%. Il cotone del 104%. La carta del 70% e il caffè del 60%. Secondo il Codacons un litro di benzina costa il +23% e il diesel addirittura il +24,5% rispetto a un anno fa. E poi ci sono le bollette, con un aumento per la famiglia tipo in tutela del +55% per l'elettricità e del +41,8% per il gas, nonostante gli interventi del Governo. Ripercussioni anche sul confezionamento, dal legno per i pallet da trasporti alle bottiglie per olio, succhi e passate di pomodoro, fino ai barattoli smaltati per i legumi. Per la pasta ci si attendono rincari fino al 40%, come annunciato da uno dei più grandi produttori italiani, Vincenzo Divella, intervistato da Il Sole 24 Ore. Tra giugno e oggi, il prezzo del grano è cresciuto del 90%, dopo aver toccato i 297euro a tonnellata, un record tutto europeo. I raccolti canadesi e statunitensi sono crollati del 50% e i produttori hanno dovuto comprare dall’Italia, facendo aumentare la domanda e dunque lievitare i prezzi. Forse una buona notizia per chi aveva già scelto di acquistare pasta prodotta con grano nazionale, molto meno buona per il portafoglio.

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