Le rette dei nidi sono aumentate già da gennaio 2026, mentre i contributi provinciali arriveranno solo da settembre e i rimborsi non prima di aprile 2027. Per mesi, quindi, le famiglie devono anticipare integralmente i rincari, smentendo nei fatti le promesse della Giunta sulla sostanziale gratuità dei nidi e sul sostegno alla natalità. La denuncia è del Partito Democratico del Trentino, alla luce di una risposta dell’assessore Spinelli a una interrogazione della consigliera Parolari. Il PD chiede di abbattere le rette direttamente alla fonte, trasferendo le risorse ai Comuni e coordinando il contributo provinciale con il Bonus Nido INPS e uniformando le tariffe facilitando i trasferimenti dei bambini da un nido a un altro.
Intanto il Consigliere Claudio Cia ha scritto una proposta di legge che considera il concepito come componente del nucleo familiare per accedere alle agevolazioni della Provincia. La proposta ha ottenuto un primo parere favorevole dal vicepresidente della provincia Achille Spinelli, ma la critica feroce della Uil con il segretario Walter Largher che ha definito la misura “vergognosa” e “oscurantista nei confronti delle donne”. Contrario anche il PD.