Cambia il meccanismo di adeguamento degli stipendi dei dipendenti pubblici altoatesini. Dal 2027 la Provincia punta infatti a introdurre un aggiornamento annuale delle retribuzioni legato all’inflazione prevista, con l’obiettivo di contrastare in modo più tempestivo e strutturale la perdita di potere d’acquisto.
L’intesa di massima è emersa dall’incontro di ieri a Palazzo Widmann tra la Provincia e le organizzazioni sindacali, dopo la proposta avanzata dall’Agenzia provinciale per le relazioni sindacali lo scorso 16 luglio.
Il nuovo sistema dovrebbe superare la logica degli interventi straordinari e dei pagamenti una tantum. L’adeguamento verrebbe infatti riconosciuto ogni anno all’inizio dell’anno e calcolato sulla base dell’indice IPCA programmato. L’aumento non sarebbe quindi un’erogazione temporanea, ma andrebbe a incidere in modo permanente sullo stipendio base.
«Stiamo creando un sistema per assorbire il rincaro in modo tempestivo, strutturale e significativo», ha spiegato il presidente della Provincia Arno Kompatscher, definendo l’accordo un primo passo importante verso una maggiore tutela del potere d’acquisto.
Sulla stessa linea l’assessora provinciale al Personale Magdalena Amhof, secondo cui il nuovo meccanismo consentirà di abbandonare definitivamente i pagamenti una tantum, garantendo aumenti permanenti e anticipando i tempi dell’adeguamento.
Per i dipendenti pubblici cambierebbe quindi in modo sostanziale la tempistica: non sarebbe più necessario attendere la conclusione del periodo contrattuale triennale per recuperare l’inflazione, ma gli stipendi verrebbero aggiornati annualmente.
Restano da definire con i sindacati le modalità operative del nuovo sistema, che saranno affrontate nei prossimi incontri. Nel frattempo, il bilancio provinciale prevede per i pagamenti compensativi dei prossimi tre anni risorse pari rispettivamente a 41, 57 e 82 milioni di euro.