Liste d'attesa infinite che spingono verso il privato, blackout informatici strutturali, pronto soccorso ridotti a trincee e una fuga di personale sanitario che svuota le valli. Il quadro della sanità pubblica in Trentino descritto dalle opposizioni non è solo un atto d’accusa politico, ma l’istantanea di un sistema vicino al collasso. Un declino di fronte al quale la Giunta provinciale viene accusata di immobilismo cronico e di un continuo scaricabarile con i vertici dell'Azienda Sanitaria “Solo Chiacchiere”, gridano Campobase, Pd, Casautonomia e Alleanza Verdi Sinistra. A far traboccare un vaso già colmo sono i ripetuti e gravi malfunzionamenti dei sistemi informatici. Da oltre un anno, i continui blocchi tecnici non si limitano a rallentare la burocrazia, ma impattano direttamente sull'erogazione delle cure, innalzando pericolosamente il livello di rischio clinico. Se la macchina sanitaria garantisce ancora prestazioni di livello, insistono le opposizioni, è solo grazie ai salti mortali e alla dedizione di medici e infermieri. Il buco nero della gestione Fugatti-Tonina si estende anche al welfare e al sociosanitario. L'appalto per l'assistenza domiciliare viene liquidato come "un disastro", totalmente slegato dal comparto socioassistenziale.