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Tagli accoglienza, Astalli:"Impatto sul futuro economico"

Lunedì 20 Luglio - 12:30

Di quella firma tra Provincia e Viminale si vedono già i risultati con tende di senza fissa dimora che spuntano sempre più numerose tra le vie di Trento. La città capoluogo può ripulirsi ma non può pretende che gli accampamenti dei nuovi clochard non rispunteranno seppur, oltre via Gazzoletti o le rive del fiume Adige. Sono oltre 200 i senzatetto che sono in attesa di un posto dove dormire e che nel frattempo rimangono in strada. Il Trentino segue il modello “Piantedosi” dei 700 letti disponibili ne rimarranno solo la metà, numeri che non incidono sui flussi in ingresso ma mettono in stand-by coloro che già attendono da anni una sistemazione e quelli che arrivano: insomma tutti sotto i ponti. "Una situazione preoccupante anche in vista del prossimo inverno. Ogni anno sono oltre mille i migranti forzati che arrivano in Trentino". Queste le parole del direttore del Centro Astalli. “Questa discrepanza tra gli arrivi e le possibilità tra tagli posti letto e rinuncia ai fondi pubblici nazionali è un’arma a doppio taglio”- spiega Daniele Danese. All’orizzonte anche il modello socio economico è a rischio, entro il 2029 saranno infatti circa 70mila i lavoratori e le lavoratrici trentine ad andare in pensione. Insomma gli stranieri che non trovano accoglienza sono una risorsa su cui investire. “Serve ritornare a politiche d’integrazione” - conclude il direttore del Centro Astalli.

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