Chiudi

Trento, presidio per Abderrhaim Fakir: "Ucciso dallo Stato"

Domenica 26 Luglio - 16:30

Decine di persone in Piazza Duomo, a Trento, per chiedere verità e giustizia per la morte di Abderrhaim Fakir, il 42enne marocchino deceduto lo scorso 19 luglio nel rione Pilastro, a Bologna, mentre veniva immobilizzato a terra da due agenti di polizia intenti a eseguire un fermo nei suoi confronti.

Diversi testimoni hanno filmato gli ultimi istanti di vita dell’uomo, diventati virali sul web: nei video viene immortalato mentre grida aiuto e si scontra con la porta di un garage, prima di essere braccato dai poliziotti che tentavano di calmarlo a voce senza successo.

L’ondata di manifestazioni in tutta Italia, scatenata dall’episodio, ha raggiunto anche il capoluogo trentino su iniziativa di alcuni collettivi studenteschi autonomi.

Barbara Spinelli, legale di Fakir, ha chiarito che il suo assistito aveva precedenti penali per spaccio di droga, ma dal 2012 aveva chiuso i suoi debiti con la giustizia. Non aveva cittadinanza italiana, ma da 35 anni viveva con regolare permesso di soggiorno a Bologna, dove gestiva un’impressa di facchinaggio.

Di recente l’uomo aveva manifestato segni di disagio psichico e per questo era seguito da un centro di salute mentale. A detta di Spinelli e dei familiari, il disagio era da ricondurre al timore di Fakir di essere rimpatriato in Marocco, dopo l’entrata in vigore del Patto europeo sulla migrazione. Una paura “immotivata”, l’ha definita la stessa avvocata sui social.

Il caso è ancora avvolto dalle ombre. L’autopsia ha rilevato la presenza di sangue vivo nei polmoni di Fakir, con segni di schiacciamento e tracce di cocaina. Restano da stabilire quindi le cause esatte di quella emorragia polmonare: se sia stata provocata da un eccessivo uso della forza da parte dei due poliziotti o da un eventuale abuso di droga del 42enne. Al momento non si esclude la concomitanza di più fattori.

Nel caso in cui venga confermato lo schiacciamento della gabbia toracica come causa principale del decesso, ulteriori indagini dovranno chiarire se la compressione sia avvenuta quando Fakir era ancora vivo o subito dopo la sua morte, per via delle manovre rianimatorie dei sanitari giunti sul posto, come ipotizzano i legali dei due poliziotti.

Per i manifestanti in Piazza Duomo, la sentenza è già scritta: Fakir è stato ucciso. I suoi assassini sono uomini dello Stato.



La nostra Piattaforma multimediale